Questo sito utilizza cookies propri e di terzi al fine di consentirti la migliore esperienza nel suo utilizzo. Se procedi con la navigazione accetti la loro presenza.

Share this page

Liberatorecon un’intervista a Fabrizio Liberatore, Business Development Manager Dell EMC Italia

 

 

Anche DELL EMC affronta il mondo della sanità. In che modo lo faccia ce lo racconta Fabrizio Liberatore, Business Development Manager.
«Dell EMC ha l’ambizione di trasformare l'IT del settore sanitario, proiettandolo verso un futuro digitale. In qualità di fornitore leader di soluzioni IT per il mondo scientifico e l’assistenza sanitaria in tutto il mondo, digitalizziamo i processi di queste organizzazioni per migliorare la vita dei pazienti. Più in concreto, l’intervento di Dell EMC nel settore sanitario e scientifico semplifica i processi amministrativi, aiuta a coordinare e gestire la cura del paziente, gestendone e proteggendone i dati, facilita il passaggio dall’assistenza episodica a quella coordinata, con l’obiettivo di promuovere il concetto di cura personalizzata, focalizzata sulla prevenzione e il benessere, per migliorare la salute della popolazione e le cure dei singoli pazienti. A livello globale, Dell EMC investe oltre 1 miliardo di dollari in aree di innovazione per la sanità digitale». Di quali campi si tratta? «Nella medicina personalizzata in aree critiche come l’oncologia pediatrica, nell’intelligenza artificiale per la diagnostica, nel sequenziamento dei dati di nuova generazione in ambito di genomica; le soluzioni Dell EMC sono presenti nel 70% delle aziende farmaceutiche e sono oltre 6.000 gli ospedali e centri di ricerca sanitaria in cui sono stati realizzati progetti».

Sono, dunque, numerosi i punti di forza dell’offering firmato Dell Emc. «Immaginiamo un mondo in cui le persone possano fare check-up e consultazioni da casa, abbiano un fascicolo sanitario aggiornato sul proprio device o lo possano consultare su un portale dedicato, i medici possano accedere ai dati dei pazienti in real time sui propri tablet ei gli strumenti medicali siano gestiti da remoto, per monitorarne l’affidabilità l’efficienza energetica. Grazie all’assistenza da remoto, i costi legati alla cura delle malattie croniche vengono ridotti e le complicazioni diminuiscono; la possibilità di aggregare e analizzare una miriade di dati sanitari relativi al benessere dei pazienti consente di informare tempestivamente i professionisti sanitari sul loro stato di salute e pianificare eventuali interventi, senza compromettere la privacy degli individui».
Qual è dunque il vostro fine ultimo? «In sintesi, ci prefiggiamo di connettere i medici ai dati, i pazienti alle strutture sanitarie, le pratiche alla rete territoriale, con l’obiettivo di erogare prestazioni migliori, più veloci e integrate e cure più efficaci. Per questo, abbiamo sviluppato un set di soluzioni “Connected Healthcare”: macchinari medici, come gli stetoscopi, trasmettono i dati direttamente nel fascicolo sanitario, wearable device e pillole wireless effettuano un monitoraggio continuo del paziente; sportivi e studenti ricevono diagnosi direttamente sul campo da esperti remotamente connessi. È una fabbrica di tecnologia in cui persone, processi e device hanno la capacità di lavorare congiuntamente nell’ecosistema sanitario».

News